MARIA CRISTINA MARRI: interviene in Comune sulle carenze del Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore
Posted by redazione on October 30th, 2009
Collega Melega, la sanità bolognese – lo dice anche il Sole 24ore – ha le sue eccellenze ma non si può negare che sta perdendo terreno tant’è vero che la Regione stessa ha emanato nuove linee di riorganizzazione dell’accesso alla specialistica verso le quali i direttori d’azienda dovranno dare un parere entro il 20 di questo mese e io personalmente sono convinta che talune riorganizzazioni poste in essere non vadano nella giusta direzione.
Non so però che cosa ne pensa il nostro Sindaco che si è tenuto la delega alla sanità. Credo sia importante invece – lo diceva anche il collega Lumia prima – cominciare a riflettere e a parlare di queste cose.
Questa mattina c’è stata un’importante inaugurazione al Sant’Orsola. Anche sette mesi fa ce n’è stata un’altra importante, quella del Polo Radiologico. Però all’epoca feci un’interrogazione e oggi siamo nella stessa situazione e cioè sono stati spesi sette milioni di euro per riorganizzare le tac e le risonanze magnetiche ma il dato certo è che parte di questi macchinari vengono parzialmente utilizzati: 1 tac e 1 risonanza.
Che cosa vuol dire? Vuol dire che c’è un’organizzazione, verso la quale abbiamo il dovere di dire qualche cosa, che non va perché l’offerta di prestazioni di tac e di risonanze è di gran lunga inferiore rispetto a quello che potrebbe essere l’incremento massimale possibile.
Vengo al tema: i pronto soccorsi scoppiano ma perché scoppiano? Noi sbagliamo se parliamo solo di pronti soccorsi, sbagliamo perché sappiamo che è il frutto di un’organizzazione più complessa.
La stessa Regione ora ammette che quel modello non ha retto ed era prevedibile che la contribuzione al ticket per i codici bianchi non avrebbe eliminato il fenomeno degli accessi impropri.
Abbiamo delle prestazioni specialistiche che richiedono mesi e mesi. Ne è un valido esempio quanto accadutomi personalmente: ho chiesto una visita fisiatrica al CUP al Maggiore, perché voglio andare al Maggiore, e me l’hanno data a fine febbraio 2010, alla faccia dei due mesi che sono previsti dalla normativa regionale.
Non voglio dilungarmi su quella che potrebbe essere un’impostazione giusta, so che tutti concordiamo che bisogna risolvere le piccole emergenze e la cronicità nel territorio perché se non arriviamo a questo problema il collega Favia può fare tutti i blitz che vuole senza arrivare a capo di nulla.
L’impostazione dello schema portante che viene posto in essere non va nella giusta direzione, tant’è vero che quando abbiamo sentito in Commissione il dottor Francia dirci quali sono le iniziative che si possono assumere in previsione dei picchi della pandemia, si è detto “dobbiamo potenziare le guardie mediche”. Allora i vostri ambulatori strutturali dei medici di medicina generale a che cosa servono? Ma questo è un altro argomento.
Certo è che la Regione dice che quel sistema dei colori non ha contribuito all’appropriatezza ed è stato applicato in modo disomogeneo, a dimostrazione di quanto sia palese la sordità istituzionale che c’è perché queste cose erano state a suo tempo dette. I problemi del pronto soccorso al Maggiore, potremmo parlare anche di quello del Sant’Orsola, sono talmente fisiologici e talmente arcinoti che ormai sono diventati normali. C’era una lettera di un cittadino che diceva “ma come? La cronista si meraviglia tanto? Ma non lo sa che è da tempo che i tempi d’attesa sono questi?”.
Concludo dicendo: passi per un errore però adesso ne abbiamo aggiunto un altro, abbiamo aspettato venti anni per la realizzazione di un trauma center dignitoso in questa città, venti o trenta, non lo so. Che cosa abbiamo partorito? Un topolino zoppo perché l’ortopedia al Maggiore, sia al pronto soccorso che ai reparti, è una cosa che a distanza di due mesi sta rilevando tutte le sue debolezze.
Mi risulta che al sabato i medici reperibili vengono chiamati per le normali attività, per le attività ordinarie, e non si può dire che se dico questo seguo un aspetto sindacale. No, perché poi le ricadute sono sugli ammalati, sono sui pazienti, quindi non è questione sindacale.
Il Sindaco non può tacere su questo. Io concludo Presidente dicendo che non so se sia stata casuale o un segnale di preoccupazione, mi auguro che sia questo secondo aspetto da parte Sindaco Delbono non aver partecipato alla Conferenza di presentazione del pronto soccorso ortopedico al Maggiore, fra l’altro preceduta da una grande e costosa campagna pubblicitaria.
Non ha partecipato. Ma adesso abbiamo il diritto e dovere di sapere anche perché lei sa Collega Melega che in conferenza sanitaria metropolitana i problemi che stanno scoppiando erano stati ampiamente previsti e ampiamente segnalati in via preventiva e invece siamo andati avanti.
Evidentemente c’è uno squilibrio, abbiamo quattro ortopedie e un solo pronto soccorso, uno schema portante che sta venendo avanti in modo che io non condivido, possiamo parlarne in Commissione?
Perché io sono venti anni, collega, che parlo in Commissione di queste cose, quindi chiedo che si avvii una discussione straordinaria in tempo utile, prima che i direttori delle nostre aziende diano gli indirizzi rispetto a come vogliono organizzare i loro rispettivi piani aziendali, in merito a quelle che sono le linee della Regione per l’accesso alle prestazioni specialistiche in modo che il Consiglio possa valutare se questo va nella direzione che serve ai cittadini o meno.