MARIA CRISTINA MARRI: interviene in Comune sulla presentazione delle linee programmatiche per il mandato amministrativo 2009/2014.

Posted by redazione on October 30th, 2009

 

ODG N. 173: PRESENTAZIONE DELLE LINEE PROGRAMMATICHE PER IL MANDATO AMMINISTRATIVO 2009/2014 - 28.09.2009

Vorrei definire il suo programma di mandato e anche una parte delle considerazioni che ha fatto in aula light, un po’ come la Coca Cola che non si sa se fa bene o se fa male. Dico questo perché vi trovo una raccolta di buoni intenti, in gran parte condivisibili, però calati in una visione globale che non mi convince e che non mi sento di condividere fino in fondo. Condivido ad esempio quanto ha ripetuto oggi in aula ovvero il giusto richiamo all’antifascismo, condivido il fatto che lei abbia ricordato e sottolineato con orgoglio il contrasto ad ogni forma di discriminazione; penso però che questa visione globale evidenzi una parzialità che non so dire se di carattere ideologico (credo di no) ma sicuramente una parzialità perché non c’è una parola sulla sussidiarietà, non c’è una parola sulla tutela del lavoro come dimensione antropologica della persona e quindi non solo nel rincorrere l’emergenza e - conseguentemente alla crisi - non una parola sulla famiglia nè nelle linee del programma di mandato né nel discorso testè pronunciato in aula oggi. Lo voglio dire anche qui, anche se ho gia avuto modo di farlo già presente, perché ne sono rimasta profondamente ferita. Dispiace che a chi reclama con convinzione (e so che ci sono anche alcuni colleghi della maggioranza), la necessità di serie politiche per la famiglia, lei abbia risposto che questo dibattito non è in linea con la realtà, portando a testimonianza dei dati sulla situazione familiare bolognese e che sono impressionanti, veramentei e impressionanti, anche se in parte credo che siano contraffatti. Dico questo perchè in sede di commissione ed anche in quest’aula abbiamo più volte dibattuto su come venga messo in campo il fenomeno delle separazioni fittizie per cercare di accedere a servizi che, in caso di domanda da parte di regolari nuclei familiari avrebbero una posizione peggiore in graduatoria.
Purtroppo è però vero che a Bologna vi è un’endemica presenza di nuclei unipersonali.
Io credo che il problema sia proprio questo, signor Sindaco. Credo che noi dobbiamo interrogarci un po’, quando consideriamo insuperabili
i fenomeni di consumo di droga e alcolismo. La responsabilità della politica e dell’Amministrazione è quella di assecondare o addirittura rincorrere una realtà quando non è positiva o è invece quella di contrastarla?
Io penso che, se noi diamo per scontato questo prosperare dell’individualismo, come in una sorta di ineluttabilità, se noi non ci rendiamo conto che la capacità di azioni delle reti primarie è assolutamente necessaria allora non c’è speranza, perchè non c’è stato sociale al mondo che sia in grado di sopperire alla mancanza di un tessuto comunitario.
Io avrei voluto vedere in lei preoccupazione e non l’ho vista, anzi ho visto un nulla di fatto, una sorta di rassegnazione e me ne dispiaccio.

Il fatto che si rimarchi l’ assemblearismo come la necessità di coinvolgere tutto il Consiglio nelle scelte dell’Amministrazione non corrisponde a quello che noi amiamo ovvero ad una funzione regolatrice leggera che deve cercare di accentuare la partecipazione, il concorso di idee, di valorizzare veramente la sussidiarietà e non solo a far sembrare condivise delle scelte che sono già state assunte, come delle ciliegine su torte che sono cucinate a palazzo e che corrisponde a una funzione estranea a quella che noi amiamo.

Potremmo ancora sottolineare che le scelte del Welfare hanno necessità di essere compiute, ripensando alla organizzazione dei servizi, anche a costo di riconversione della spesa, quello che non si ha il coraggio di fare.

Oggi è cambiato il mondo, i bisogni sono cambiati e può essere necessaria la riconversione della spesa

la massaia lo fa, il capo della famiglia cambia le destinazioni delle risorse e purtroppo, e questo non è difetto di quest’Amministrazione, direi che è un difetto endemico anche dell’Amministrazione dello Stato, purtroppo si va avanti sulla base dello storico.

Misureremo in sede di bilancio di previsione se questo coraggio ci sarà.

Dicevo che, bisogna avere il coraggio di ripensare all’organizzazione dei servizi, ma in un’ottica di flessibilità, non ancorandosi a dati che sono ritualmente ripetuti e che dovrebbero attestare un’eccellenza, che semmai c’è stata, è ormai un vago ricordo per la tradizione bolognese ed è stata lentamente erosa dalle emergenze e creata anche dai bisogni e da nuove povertà.

Paolo Mengoli ci ricorda che si sono accentuate molto a seguito della crisi, situazioni di criticità che già esistevano, tanto è vero che invoca e continua a invocare ripetutamente l’istituzione del pronto soccorso sociale.

Sempre in tema di Welfare, io ho letto che lei, può darsi che abbia delle motivazioni che io non comprendo anche se mi sono sforzata di capire quale ratio ci sia dietro la sua proposta di accorpamento mantenendo in essere più di un Consiglio di Amministrazione.

Non l’ho capito, lo capiremo, se ce lo spiegherà. Purtroppo temo, che il nuovo assetto dei servizi socio sanitari debba essere ancora compiutamente declinato.

Abbiamo tardato a dare le linee di indirizzo, poi i contratti di servizio per cui almeno Iridis che era un’azienda di nuova costituzione non è stata a lungo in grado di lavorare

Adesso mancano precisi indicatori che consentano il controllo in riferimento alla prestazione dei servizi.

Questi sono temi che io vorrei vedere che si ponessero, ma parlo sempre in un quadro di termini generali. Potrei dire ancora che l’insicurezza dei cittadini ha molti cordoni ombelicali, penso alla sicurezza sul lavoro, penso alla manutenzione, agli aspetti legati anche alla organizzazione sanitaria, che risponde sempre più a criteri di emergenza e che vede purtroppo un impianto debole delle cure primarie in cui noi dobbiamo dire qualcosa.

Comunque, poiché non voglio scendere nel dettaglio, perché voglio solo sottolineare quello che è il pensare del gruppo di Giorgio Guazzaloca e cioè che in questo quadro non mi sembra che ci sia muova nella direzione giusta, anche quando nelle sue linee programmatiche lei richiama servizi più forti per tutti, sappiamo e da Assessore al Bilancio, con l’esperienza di Assessore al Bilancio che ha avuto, lo sa anche lei, che non è possibile, non è possibile, non è onesto, non è veritiero dire servizi più forti per tutti, perché non ci potranno essere servizi più forti per tutti.

Ci potranno essere servizi flessibili, se valorizziamo la sussidiarietà per un maggiore numero di persone, perché solo Sconciaforni può credere che si possa arrivare ai nidi, alle materne statali e comunali per tutti dimenticando il ruolo forte pubblico che svolge anche la scuola autonoma. Potrei sottolineare tutta una serie di altri aspetti, ma almeno uno lo voglio ricordare, non mi sembra una grande intuizione pensare alla casa dell’associazionismo del volontariato, il volontariato ha bisogno di tutto, credo, più che di un casa, forse ha bisogno di sedi, date al di fuori del clientelismo, ha bisogno di supporti, ha bisogno di valorizzazioni della sua specificità per riuscire a dare servizi ai cittadini, ma non di case non bene identificate, che non si sa bene a che cosa servono.

Potremmo parlare di tutto questo e di tanto ancora se avessimo di fronte un programma di mandato incisivo, convinto, concreto, capace di selezionare gli obiettivi strategici per il rilancio di Bologna e per il miglioramento dei qualità della vita dei suoi cittadini, invece, il nostro gruppo rileva un continuismo amministrativo, vorrei chiamarlo pre-cofferatiano, comunque un continuismo amministrativo che costituissce una vera e propria omissione di soccorso alla nostra città.

Noi l’abbiamo detto più volte, pensiamo che questa Amministrazione abbia un crinale, che può portare alla rinascita di Bologna o alla sua decadenza e credo che sia sbagliato e spero che lei non lo faccia, continuare a non dico a trastullarsi, però a pensare di vivere un po’ di rendita su un modello amministrativo che forse, ha dato i suoi frutti, anche a discapito di alcuni valori, ma che deve essere profondamente innovato, perché è cambiato il quadro economico, è cambiato il quadro sociale e non è solo una questione demografica, ma di una vera e propria metamorfosi sociale di grande complessità.

Mi fermo qui, ma lei capisce a che cosa mi riferisco. Quindi, noi auspichiamo di poter vedere nell’interesse di Bologna e dei suoi cittadini, un’effettiva innovazione dell’azione amministrativa e del Comune, un’azione capace di progettualità e di scelte, perché questo mandato amministrativo è un mandato amministrativo che, come ho detto, può portare o alla rinascita o alla decadenza definitiva.

Noi discuteremo nel merito delle questioni, quando avranno la concretezza necessaria per essere valutate in un quadro di sostenibilità economica.

Lei oggi ha fatto questa anticipazione, che già di per se stesso dà corpo finanziario, anche se nel merito potremmo dire che occorre andare a vedere a quanti soggetti vengono dati questi aiuti, perché occorre anche evitare la parcellizzazione dell’intervento che finisce per non essere sostanziale per nessuno, una bustina di zucchero può essere alimento e sostegno di vita per alcuni ed ininfluente per altri. Per cui sono temi e questioni che vanno affrontati con la dovuta serenità, però la voglio rassicurare signor Sindaco, noi sappiamo bene che il momento della programmazione e della concretezza delle strutture finanziarie sia ha nel momento di bilancio di previsione, però, se come lei ha detto si vuole evitare la politica negli annunci, nel momento in cui si fa una qualche anticipazione, correttezza vorrebbe che se ne conoscesse anche la relativa dimensione finanziaria.

Io concludo dicendo che, voglio sperare che la sua Giunta riesca a riscattare il continuismo che ha provocato degrado e voglio dire anche necrosi sociale, la nostra città si era un po’ come addormentata

rispetto… aveva annichilito le proprie potenzialità e se si riuscirà, come speriamo, invece ad impostare quell’autentica novità amministrativa nei confronti della quale noi saremo attenti e propositivi, così come saremo altrettanto determinati a contrastare tutto ciò che invece va in una direzione diversa che non sia quella dell’interesse di Bologna.

 
 
 
 
 
 

 

 

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