MARIA CRISTINA MARRI Interpella il Comune sull’assistenza alle famiglie con malato oncologico.
Posted by redazione on October 30th, 2009
Grazie Presidente. Ho presentato quest’interpellanza per porre due questioni, una più generica che è finalizzata a fare lo stato dell’arte, lo status quo, rispetto a cosa si fa e cosa si spende per la lotta contro il cancro da parte del Comune sto dicendo, quindi, spaziando in tutti i settori che vanno dalla prevenzione alla ricerca o all’assistenza di qualsiasi tipo per le famiglie che hanno un malato di questo tipo al loro interno.
Poi c’è un altro aspetto, un aspetto che riguarda un importantissimo progetto che è sperimentale promosso dall’ANT e partito lo scorso mese di maggio con il contributo dell’Aemil Banca e anche la collaborazione della CISL che potrà durare, per le risorse che sono e sono state messe in campo, fino al mese di gennaio e credo che il Comune debba essere orgoglioso di avere il fondatore dell’ANT di quest’importante iniziativa che consente di portare l’ospedale domiciliare a casa e lo dico con cognizione di causa, perché purtroppo avendo un familiare in questa situazione in città, in cui non c’è questo tipo di assistenza, vi assicuro che è un calvario enormemente più faticoso di quanto non lo sia per quelle famiglie che possano, invece, beneficiare di questo.
Ora si parla tanto di eutanasia e si parla, invece, così poco di eubiosia che vuol dire dare dignità alla vita anche con l’amore, come dicevo prima, vuole dire curarsi a casa eliminare la sofferenza e credo che l’attenzione dei livelli istituzionali debba essere altissima. Chi non passa per queste gravi situazioni, non riesce a capire quanto sia coinvolgente o meglio vorrei dire sconvolgente per la famiglia avere un malato oncologico senza quella che mi piace chiamare umana assistenza che consente una migliore qualità della vita sia al paziente che alla famiglia.
Tutti sappiamo che recentemente il Parlamento ha votato in modo bipartisan un’importante legge che è quella che riguarda l’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore, proprio perché è stato unanimemente riconosciuto il diritto di assicurare dignità alla persona. Molti dicono un passo avanti in un segno di civiltà, rispetto al passo indietro proiettati all’Eutanasia.
Quindi, io credo che l’ANT sia stata un po’ un apripista in quest’impostazione, in quest’impostazione che vede un’assistenza importante per persone ammalate. Non le chiamo terminali così come appare nella legge, perché il Professore Pannuti ci ricorda sempre che i terminali sono solo i computer. Nell’interpellanza chiedo, quindi, due cose: se intende il Comune di aderire a questo progetto e, invece, di avere uno stato dell’arte di quelli che sono i finanziamenti o meglio gli eventuali finanziamenti che vengono distribuiti a chi e in quale modo e per quali finalità.
Assessore evidentemente o c’è stato un errore di trasmissione, poiché il quinto punto dell’interpellanza chiedeva se il Comune sostiene o meno il progetto dell’ANT assistenza ai malati terminali di cancro e alle loro famiglie indigenti con ISE per ora 10 mila euro. Quindi, nell’interpellanza che io ho trasmesso e che mi risulta essere oggetto di oggi si faceva riferimento a questo che era il punto, direi, importante e sostanziale, perché, ad esempio, discuteremo fra breve dei progetti contro la crisi.
Ferma restando l’incomprensione del fatto che lei affermi sul testo che non comprende il punto che era più dirimente. Colgo l’occasione per rilanciare un progetto che abbiamo appreso dalla stampa del momento in cui sono stati sottoscritti gli accordi, è potuto partire grazie a risorse venute da Aemil Banca, la CISL ha messo a disposizione i patronati per poter assistere le famiglie, e spero che la Giunta lo possa recepire.
Discuteremo tra breve del pacchetto anticrisi. Voi capite che si parla di 10 mila euro di reddito ISE all’anno che significa essere veramente in stato di indigenza. Allora, se è cosa di non poco conto perdere il lavoro e arrivare a una situazione di questo tipo per tutti, voi immaginate cosa può esserlo per persone, per nuclei familiari che hanno persone con questa fragilità con malati oncologici dentro al loro nucleo famigliare, per cui la prego di approfondire quest’aspetto e poi magari ci riaggiorniamo anche su questo.
Potremmo anche vedere di aggiornarlo in Commissione, non so se con la Commissione delle Elette, perché credo che sia importante dare un segnale anche in questa direzione, perché la fragilità della famiglia e nei nuclei deve anche questo tipo di segnale. La disoccupazione é brutta per tutti, perché se uno perde il lavoro, è una tragedia, è una difficoltà. Ma se uno perde il lavoro e ha anche incarico queste situazioni, voi capite che anche un segnale d’attenzione da parte dell’Amministrazione diventa rilevantissimo non solo politicamente, ma anche umanamente.