Interpellanza su Associazione Bangladesh in Consiglio del 10/04/09

Posted by redazione on April 22nd, 2009

Data Seduta:  10/04/2009

Argomento: 
N. 51 INTERPELLANZA SU ASSOCIAZIONE A.B.C. BANGLADESH DI VIA S. LEONARDO 6
PRESENTATA DAL CONSIGLIERA MARRI IL 11 MARZO 2009 - PG.N.60065/2009 - (NON
SODDISFATTO)

Consigliera MARRI LA TUA BOLOGNA

Grazie Presidente. Come s’evince bene dall’interpellanza in Via San Leonardo, 6 vi sono dei locali a piano terreno con doppio accesso che sono stati messi a disposizione dell’associazione A.B.C. Bangladesh, assegnati attraverso bando delle libere forme associative con una delibera del febbraio del 2002, locali messi a disposizione dietro corresponsione di un canone pari all’80% del valore locativo di mercato di questi immobili che sono stati dati e che sono occupati.
Questi locali hanno una frequentazione che va ben oltre  la possibilità di capienza. La sera poi, e questa segnalazione è venuta da parecchi residenti, ma l’ho verificata  di persona, é causa di veri e propri assembramenti di persone che stazionano fino a tarda notte sotto i portici e anche nel corridoio interno che porta a un cortiletto di proprietà condominiale. I residenti hanno segnalato un disturbo rilevante conseguente a alcune delle questioni che ho ben evidenziato nell’interpellanza.
Sono persone che spesso urinano nella parte esterna prospiciente, cioè in fondo a questo cortiletto, dove poi i condomini puliscono personalmente portandosi l’acqua di casa, perché c’è un lavandinetto con rubinetto, da cui non c’è l’erogazione dell’acqua, quindi è chiuso. Lo stesso vale per i muri, perché la posizione di stazionamento con un piede sollevato, appoggiato contro il muro comporta che anche se appena tinteggiate, le pareti vengono subito sporcate. Volevo fotografare, poi non sono riuscita, ma invito a andare a vedere di persona come ho fatto io. 
Insomma una situazione che bisogna assolutamente prendere sotto tutela, diciamo così, anche perché poi documentandomi  ho verificato che questa convenzione è scaduta nel 2005 e mi risulta, anche se questa è una delle domande che è oggetto dell’interpellanza, che non sia stata rinnovata. Quindi, Assessore volevo sapere se il Comune è al corrente di questa situazione. Volevo sapere, perché da quanto mi è stato detto così non è, se i locali sono dotati di servizi igienici, perché se tante persone frequentano dei locali per numerose ore, credo che già secondo i nostri regolamenti,  secondo i regolamenti del Comune di Bologna, non secondo i regolamenti di marziani veduti da quale avanzata civiltà. Vorrei capire se la locazione viene corrisposta regolarmente e che cosa è avvenuto dal momento in cui, se è vero, non è stata rinnovata la locazione. Quindi, se intendete prendere provvedimenti e in quali direzioni.

Assessore PARUOLO 

Vorrei iniziare con un’affermazione un po’ irrituale. Sono parzialmente insoddisfatto della risposta che sto per darlo, nel senso che sono cosciente che risponderà soltanto in parte alle cose, ma io stesso, come dire, credo che sarà necessario svolgere qualche ulteriore approfondimento. In buona sostanza quello che ha detto la Consigliera Marri è vero, l’associazione Association of Bangladesh Community ha avuto con una durata quadriennale assegnato il primo gennaio 2002 la sede di Via San Leonardo, 6, quindi, il 31 dicembre 2005 la convenzione è scaduta. Alla scadenza l’associazione ha chiesto di poter continuare a disporre di una sede possibilmente di dimensioni più ampie, proprio perché quei locali non erano ritenuti sufficienti per poter svolgere le proprie attività in favore della comunità bengalese di Bologna. 
Tra l’altro vorrei ricordare alla Consigliera Marri che qui stiamo parlando di una comunità che è stata colpita… in particolare a seguito del ciclone che ha colpito il Bangladesh nel novembre del 2007, l’associazione ha iniziato a svolgere un’attività di assistenza giuridica a favore della comunità bengalese per il riconoscimento dello status di rifiutati in applicazione della circolare del Ministro dell’interno numero 400c20081341d1.281.1, mi dispiace dopo le do il numero esatto, che prevedeva la non espellibilità dei bengalesi presenti in Italia per motivi umanitari.
L’associazione ha sostenuto presso la Questura di Bologna circa 400 pratiche inerenti l’emergenza descritta e le agevolazioni eccezionali disposta dal Ministero sono state sospese il 13 marzo 2008, in relazione a quest’emergenza, ma l’evasione delle pratiche ha richiesto un tempo ulteriore di diversi mesi. Questo anche a giustificare il fatto che non si è ritenuto di provvedere, diciamo, a una… insomma che c’erano delle evidenti situazioni oggettive che suggerivano comunque di cercare di dare risposte a queste esigenze.
Nel maggio 2008 la Vicesindaco Scaramuzzino ha incontrato il Presidente dell’associazione e il direttore del coordinamento sociale salute e il responsabile del servizio integrazione interculturale e in quest’incontro l’associazione ha ribadito la propria esigenza di una sede più ampia sia per svolgere questa funzione di assistenza alla propria comunità, sia per lo svolgimento dell’attività di insegnamento della lingua madre ai giovani bengalesi di seconda generazione. Questo secondo tema è stato già affrontato e adesso sono state indirizzate al centro Zonarelli per questo tipo di attività dell’insegnamento della lingua madre.
Mentre, invece, rispetto alla disponibilità di una nuova sede, è stato chiesto un report dettagliato delle attività svolte per poter valutare l’opportuna concessione da parte del Comune di una nuova sede e al momento non risulta che l’associazione abbia risposto a questa richiesta. C’è da dire che nell’estate successiva, quindi, stiamo parlando un paio di mesi dopo lo svolgimento di questo colloquio, il cambio di, la riforma dei servizi sociali e l’attuazione del decentramento ha spostato, di fatto, sul quartiere San Vitale la competenza, relativa alla concessione dell’immobile di Via San Leonardo e comunque in generale sui quartieri la concessione degli immobili alle associazioni, e arrivo al motivo dell’insoddisfazione, non ho la parte che viene dal quartiere San Vitale.
Quindi, nonostante sia stato richiesto dal settore centrale di avere, diciamo, i chiarimenti sulla storia ulteriore, io per adesso sono costretto a fermarmi qui. Questo è il motivo per cui ho autodichiarato la mia parziale insoddisfazione, perché questo spiega un pochino il quadro di riferimento, ma non ci dà notizie delle cose che sono intervenute negli ultimi mesi e se per caso si è avuto una soluzione diversa in questi mesi alla questione che la Consigliera Marri ha posto. Naturalmente dal mio punto di vista proseguirò a cercare di avere una completezza di risposte e farò avere alla Consigliera Marri tutte le delucidazioni necessarie.

Consigliera MARRI LA TUA BOLOGNA

Lei può pensare come possa essere soddisfatta io  se lei stesso dice di essere parzialmente soddisfatto che equivale a dire in parte insoddisfatto. E sono insoddisfatta per una serie di motivi. Primo perché, ovviamente, il richiamo alla positività dell’attività svolta è in contraddizione con l’ aspetto    degli assembramenti serali e notturni che arrecano danno alle proprietà pubbliche al di fuori delle regole. E’ sufficiente recarsi sul luogo per verificare i danni e il disturbo ai residenti,
al punto che nella mia perlustrazione mi è stata mostrata una cantina che non sarebbe neanche abbinata ai locali in uso, in cui erano depositati in modo, direi, antigienico, visto che lei è Assessore alla sanità, tutta una serie di materiali che richiamano  i topi. Addirittura c’è stato un trasloco di cantina, perché avendo assegnato un appartamento, l’assegnatario aveva diritto a quella cantina impropriamente occupata, quindi, questa robaccia è stata spostata da qua a di là e comunque senza titolo. 
Quindi, quantomeno su quest’aspetto, cerchiamo di ripulire. Ma c’è un altro punto a cui lei non mi ha dato risposta che è la parte economica. Sono adempienti, sono inadempienti? Lei dice dal 2008 ci siamo accorti di questa situazione e l’Assessore Scaramuzzino ha cominciato questi contatti, ma la convenzione è scaduta nel 2005. Hanno pagato prima? Sono morosi? Non sono morosi. Quest’interpellanza non ha avuto assolutamente una risposta.
È un insieme di dati confusi, di dati che possono avere un valore, ma che assolutamente non chiariscono qual è la situazione, perché  che la questione sia in capo al quartiere o che fosse prima in capo al Comune c’entra relativamente. C’entra il fatto che siccome quello non è un bene né suo, né mio, è stato dato in disponibilità a un’associazione, i cittadini di Bologna che recano disturbo hanno diritto di sapere, se  almeno è stata rispettata la regola con cui era stato assegnato il locale dietro corrispettivo di canone,  canone che ridotto all’80% era di
1360,00 euro al mese. 
Io rifarò un’altra interpellanza, anzi farò un question time, se mi consente,  venerdì prossimo magari, dove chiederò se, effettivamente, quel canone è stato pagato o no e come si  intende intervenire. Grazie. Non sono soddisfatta.
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