Intervento in Consiglio del 09/03/09 sul tema della Sicurezza a Bologna
Posted by redazione on March 20th, 2009| O.D.G. N. 73: RICHIESTA CONVOCAZIONE URGENTE CONSIGLIO STRAORDINARIO IN MERITOAL PROBLEMA DELLA SICUREZZA A BOLOGNA DOPO I GRAVI EPISODI DI VIOLENZA SESSUALE
E AGGRESSIONI, PRESENTATO IN DATA 18.02.2009 DA 11 CONSIGLIERI AI SENSI DELL’ARTICOLO 6 DEL REGOLAMENTO SUL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE. PGN 39222/2009 |
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Consigliere
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LA TUA BOLOGNA
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Non abbiamo bisogno di graduatorie, di indagini e di statistiche per renderci conto del livello di insicurezza e di degrado che attanaglia la nostra città. E non da oggi, sono convinta che l’aumento della violenza in genere ha un forte cordone ombelicale con le situazioni del degrado e con la mancanza di azioni politiche che siano in grado di produrre effettiva coesione sociale.
Ricordo spesso che a fronte di fenomeni che dovrebbero essere governati, fenomeni gravi, fenomeni rilevanti, penso a quello dell’immigrazione, se manca un’azione di corretta e sana amministrazione, si alimenta l’esplosione di un problema anziché il suo governo. Dico sempre che nel primo caso con l’azione saggia amministrativa la città si trasforma, nel secondo caso si degrada. E credo che stiamo fallendo tutti i giusti obiettivi, quelli di pari opportunità, quelli di integrazione e quello di libertà responsabile. Invece purtroppo vediamo e assistiamo a una serie di messaggi contraddittori e spesso negativi, che la dignità anziché promuoverla la massacrano, che la responsabilità invece che alimentarla l’affossano, e che contribuiscono alla mistificazione dei problemi, ricercando false soluzioni. Noi assistiamo a sforzi di fantasia assurdi da parte del governo, ma anche da parte di questa amministrazione.
La Naldi diceva testualmente prima che “in ogni nostra azione si fa qualcosa per il corpo della donna”. E questo non lo metto in discussione, questo potrà anche essere vero, ma è altrettanto vero che come in tutte le grandi questioni il problema è di natura culturale. E per un problema di natura culturale non servono i proclami, non serve brandire la bandiera dell’autodeterminazione o anche della libertà in valore assoluto che porta verso false libertà. In questo ha sbagliato il femminismo di sinistra perché l’autodeterminazione a una libertà in assoluto ha portato alla formazione e all’induzione a favore di una impostazione culturale che non ha giovato.
Da tempo, dico che le trasgressioni, anche quelle gravi, vengono tollerate e a forza di tollerarle diventano quasi normalità. Da tempo dico e ricordo che fenomeni gravi, come la pedofilia, che è un fenomeno antico, oggi purtroppo vengono serializzati su Internet. Per questo credo che serva a poco seguire una logica securitaria in modo sbagliato, mi riferisco alle ronde - dopo dirò qualcosa su questo - perché invece si devono seguire due piste: quella di costruire una cultura differente e matura, e su questo c’è tanto da lavorare, ma fin da subito si devono però mettere in campo specifiche azioni che oltre ad orientare nel senso dell’etica della responsabilità siano in grado di contribuire ad una migliore coesione sociale. Spesso viene ricordato che questa amministrazione ha messo al bando l’Assessorato alla sicurezza e che è stato spazzato via il nucleo all’interno dei vigili. Ma credo che questo sia solo un aspetto, e non il più rilevante, perché invece non va trascurato quello che si sarebbe dovuto faree non si è fatto.
Collega Melega io ho ascoltato con attenzione quello che lei ha riferito, che è veramente positivo, e che ritengo fosse l’unica cosa positiva del pacchetto sulla violenza alle donne proposto da questa amministrazione. Però lei che è onesto intellettualmente sa che quella era una iniziativa posta in essere da tempo dalla Asl e che opportunamente il Sindaco ha recepito e posto all’interno di un pacchetto alla sicurezza. Un Pacchetto che oltre a quel pronto soccorso per le donne che hanno subito violenza conteneva poco o quasi nulla di sostanziale. C’erano invece cose ridicole.
Devo dire infatti che questa amministrazione ha fatto a gara con l’attuale governo a sforzi di fantasia che sono ininfluenti. Penso ai corsi di formazione per gli autisti dell’autobus perché potessero captare i male intenzionati nei confronti delle donne o - per quanto riguarda il Governo - all’esercito per le strade o delle ronde. Temo che potrebbe accadere che lo Stato debba controllare i controllori. Certo certificano l’impotenza dello Stato. Poc’anzi Zechini d’Aulerio diceva che le forze dell’ordine sono inadeguate. Ma santa pazienza, per essere adeguati bisogna avere mezzi e bisogna avere persone. Per questo io stigmatizzo gli spot elettorali. Saggia era stata l’intuizione di Giorgio Guazzaloca sugli assistenti civici perché erano un’altra cosa, erano attraverso la responsabilità di associazioni una sorta di collaborazione di presidio del territorio ben diversa dalle ronde, che non si capisce bene come e in che modo vengano certificate e io quindi sono assolutamente in contrasto con quello che hanno detto altri colleghi. Perché bisogna stare attenti alle false risposte e a non promuovere degli spot su drammi che sono terribili.
Sono d’accordo con il Presidente della Camera, con l’Onorevole Fini, che afferma che gli stupri e la violenza in genere sulle donne sono una piaga sociale, a cui non dobbiamo dare una connotazione etnica, sono d’accordo perché sono una piaga sociale che ha una connotazione culturale.
Se però noi non la smettiamo di seguire scorciatoie, perchè non esistono scorciatoie su questi temi, o a lanciare proposte eclatanti, ma di scarsa efficacia, con il rischio di essere addirittura dannosi, noi prendiamo una strada sbagliata.
Però bisogna stare attenti, perché è vero che esiste un aspetto culturale, che il collega Carella chiama di prevenzione, e ha ragione, un aspetto culturale in cui bisogna cercare di promuovere un’impostazione responsabilizzante.
Ma è anche vero che per contro c’è l’esigenza di promuovere e di rendere effettivamente possibili le azioni di sicurezza, e per questo bisogna avere una grande attenzione alle forze dell’ordine.
Si devono sostituire gli sforzi di fantasia con azioni vere e con investimenti, finalizzati veramente alla sicurezza.
Io su questo voglio fare solo una piccola riflessione, perché non possiamo dimenticare che si dice che si vuole investire sulla sicurezza, e poi per mascherare le decurtazioni che sono stabilite nella finanziaria 2009, si tirano fuori dal cappello gli spot dell’esercito e poi delle ronde, questo non si può ignorare.
Nonostante gli annunci fatti in uno degli ultimi Consigli dei Ministri, che aveva ufficialmente annunciato l’assegnazione di 100.000.000 di euro al Ministero dell’Interno, e l’assunzione di circa 2.500 unità di personale in più per le forze dell’ordine,
in realtà poi il Decreto Legge che è stato varato, non fa altro che riconfermare i fondi previsti dalla Legge 133 del 2008, e quindi in realtà si pensa di garantire la sicurezza e la difesa del Paese con un blocco - di fatto - del turnover, o con il possibile pensionamento coatto di decine di migliaia di operatori. Del potenziamento dell’organico, quindi, nessuna traccia.
Su questo noi dobbiamo riflettere, perché altrimenti stiamo qui a fare inutilmente delle ritualità, mentre servono investimenti in questa direzione, come servono investimenti in direzione di una promozione culturale che vada effettivamente senso responsabilizzante.
Ne abbiamo discusso altre volte, la collega Suprani sa che quando presentò - mi pare - nel 2006 un Ordine del giorno finalizzato a questi temi, dove si proponevano alcuni interventi, motivai in aula, perchè lo avevo firmato quell’ordine del giorno, anche se c’è ancora una differenza culturale tra me e lei.
Volevo sperare che seriamente si potesse fare un lavoro che non siamo riusciti a fare, e che purtroppo - collega Noè - non riusciremo a fare neanche con un Consiglio straordinario.
Perché qui di dichiarazioni di intenti e di volontà ce ne sono state nel corso degli anni, a valanghe.
Poi ho visto passare in quest’aula tutta una serie di provvedimenti che vanno diversamente da quella promozione di etica della responsabilità che per me è basilare, per cercare di arrivare ad una responsabilizzazione comune.
Per cui facciamo pure, adesso lo stiamo facendo, un Consiglio straordinario, ma l’importante è capire, quali possano essere i passaggi successivi.
Possiamo anche cercare di capire, lo diceva un po’ il collega Monteventi, quali sono stati i risultati concreti dei provvedimenti sulla sicurezza, a partire dal pacchetto sulla violenza alle donne, strombazzato massmediaticamente ma sono certa praticamente ininfluente.
Lo dicevo commentando lo stupro, in Via Larga non è stata aggiunta nessuna lampadina in più , e non per dare una responsabilità ai clandestini, o agli immigrati, ma per essere realisticamente con i piedi saldati per terra, nonostante sia seguito un servizio giornalistico che faceva presente dove si trovano i rifugi di queste persone, se andrete là vedrete che l’Amministrazione non ha fatto niente.
Io ci sono andata e ho visto una stanza piena di rifiuti, che se arriva il caldo ci viene non so che cosa .
Allora cominciamo concretamente a conoscere e non disconoscere quello che esiste sul territorio e sinergicamente, con le forze dell’ordine, cercare di capire come e cosa si deve fare sia sul piano culturale , sia sul fronte di effettivo controllo.
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