Intervento in Consiglio del 02/02/09 su APPROVAZIONE DEL PROGETTO DI FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI ACFT

Posted by redazione on February 27th, 2009

Data Seduta: 02/02/2009

O.D.G. 37: APPROVAZIONE DEL PROGETTO DI FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI ACFT S.P.A E CERM S.R.L. IN ATC S.P.A. E DEL RELATIVO PIANO INDUSTRIALE.

AUTORIZZAZIONE AL MANTENIMENTO DELLA PARTECIPAZIONE AI SENSI DELL’ART. 3, COMMA 28 DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 2007, N. 224 - PG.N. 6674/2009

Consigliera
LA TUA BOLOGNA

Grazie Presidente. Poche parole e poche considerazioni, più di tipo politico, rispetto a quelle che ho già avuto modo, di dire in Commissione.

L’Assessore, ma anche il Sindaco Cofferati, hanno ripetutamente ribadito più volte che questo è un primo passo, un passo che intende indirizzarsi verso Modena e la Romagna, perché occorre - e su questo io concordo - superare quel nanismo industriale che, impedendo la competitività, non ha ricadute positive nella qualità di servizi per i cittadini.

Però la mia preoccupazione, vede Assessore, è che questo primo passo non sia stato il passo più giusto da fare e la domanda che faccio è questa: “È un passo dettato da una scelta industriale o è un passo dettato da una scelta di tipo politico?”, perché io concordo che coprire più territorio può essere, dico può essere perché abbiamo anche le esperienze della sanità in cui l’area vasta non è stata così positiva, può essere scelta industriale condivisibile, anche se non è di per se stessa esaustiva dell’obiettivo che ci si pone, e cioè il superamento - come abbiamo detto - di quel nanismo che penalizza la competitività e non dà garanzie di servizi ai cittadini.

Lei ha anche detto che ci sono dei pilastri che stanno alla base di queste decisioni che sono finalizzati all’esigenza di realizzare delle economie di scala, e ha identificato questi pilastri nella riqualificazione della ricerca e dello sviluppo; nella gestione centralizzata degli approvvigionamenti e nella gestione centralizzata del personale.

Ma io credo, Assessore, che l’unico aspetto che ha una vera valenza di carattere industriale sia nel fatto che andiamo a coprire un territorio più ampio, più ampio e molto integrato. Per me questa, per un imprenditore diciamo, questa è l’unica e vera valenza industriale.

Però qui ci sono anche dei risvolti di tipo politico, e allora mi viene da dire: i bolognesi sanno a che cosa si va incontro?

Ora, non possiamo dimenticare che le due aziende che diventano una per incorporazione, vedono una azienda con una grande criticità: ACFT è una azienda che ha un fatturato che è meno di un quinto di quello di ATC, è una azienda che ha il suo patrimonio ridotto all’osso, tanto è vero che per coprire le perdite di bilancio, si è dovuto abbattere il patrimonio, è una azienda gestita malissimocreata per motivi politici , un’azienda che non carica passeggeri e che ha prodotto un enorme buco nero.

Andiamo a mettere 80 milioni di patrimonio contro 2 milioni e mezzo di patrimonio di ACTF e mi interessa cercare di fare comprendere che si è sicuramente buttato un salvagente, e io spero, ma lo spero sinceramente, che quel salvagente sia sufficiente a non fare andate sotto anche ATC, perché secondo me è un rischio che ci può essere, è una preoccupazione che ho.
E questo lo dico nel profondo convincimento che, al di là del fatto che si ricerchino tra le righe gli elementi per fare passare questa fusione come un inizio di una strategia a grande valenza, di una impostazione industriale a grande valenza strategica, in realtà è che tra il sindaco Cofferati e il sindaco Sateriale sia optata una scelta politica per salvare letteralmente una azienda che è un pozzo senza fondo mangiasoldi dei cittadini.

Questa è una verità, che chiunque abbia onestà intellettuale non può che confermare. Poi potrà anche essere che un territorio più vasto con una gestione efficace ed una iniziativa di tipo strategico possa dare taluni risultati.

Per questo in Commissione le ho domandato, perché ci si basa su pilastri d’economia di scala, e non su elementi innovativi necessari al rilancio complessivo per un servizio più qualificato.

Allora la preoccupazione che ho, ed è una preoccupazione sentita, è che di certo costerà ai cittadini di Bologna salvare ACFT di Ferrara, io credo che un prezzo si dovrà pagare.
E quanto costerà in futuro tenere in equilibro un’azienda che non carica passeggeri? Abbiamo visto che complessivamente avremo un’azienda che avrà a situazione di oggi, fotografando cioè le situazioni attuali delle due aziende, avrà 123.000.000 di passeggeri, ma quanto carica l’azienda di Ferrara?

Allora io sinceramente, pur essendo culturalmente favorevole ad operazioni che cercano di superare sterili confini, perché è vero, soprattutto un settore come la mobilità, non ha confini, vorrei conoscere le motivazioni che sono alla base delle scelte strategiche e che mi indicano se vado nella direzione giusta.

Tags: , ,

Leave a Reply