Intervento 2 Feb 09 - Commemorazione 110° anni dell’Opera Salesiana a Bologna

Posted by redazione on February 6th, 2009

INTERVENTO DI INIZIO SEDUTA SU: CELEBRAZIONE DEL CENTENARIO DEI SALESIANI A BOLOGNA

02/02/09

Presidente è un tema che lei definisce più tranquillo, ed è vero, ma non per questo significativamente meno importante.

Anzi molto spesso credo che le cose importanti passino nel silenzio, un silenzio che non c’è in quest’aula, anche se invece lasciano un segno significativo nella nostra città molto più di quanto non lo faccia l’esibizione appena vista in questa aula di taluni cartelli.

Credo che tutti i Consiglieri sappiano, almeno spero che lo sappiano, che circa 110 anni fa nella nostra città, dopo che era stato introdotto da poco il movimento salesiano a Bologna, attraverso l’azione del Cardinale Domenico Svampa, è nato, è stato inaugurato l’Istituto Beata Vergine di San Luca, l’opera Salesiana che tutti noi conosciamo vicino alla Parrocchia del Sacro Cuore.

Io credo che la sintesi dell’impegno salesiano l’abbia fatta benissimo sabato il Cardinale Tarcisio Bertone, il Segretario di Stato Vaticano, che ci ha ricordato come l’Istituto Salesiano nacque a tempo di record, grazie alla solidarietà fattiva di tanti bolognesi.

Tantissimi bolognesi che a diversi livelli, e sulla base delle rispettive potenzialità, hanno in quel momento dato il loro contributo per un’opera, apostolica e sociale, che ha la finalità di dare ai giovani un presente dignitoso e un futuro carico di speranza.

Il Cardinale ha anche ricordato come l’animo dei giovani sia sensibile al bene, ma al tempo stesso influenzabile dal male.

Io credo che noi dobbiamo fermarci a riflettere su questo, in un momento in cui tutti i giorni assistiamo impotenti a quello che accade nelle nostre città ad opera di giovani.

E credo che dobbiamo comprendere il significato profondo del valore dell’educazione, che è proprio riuscire a potenziare la sensibilità al bene, e riuscire a fortificare i giovani al bene anche se è sacrificio, e per contro, a raffreddare l’influenzabilità al male e alle illusorie chimere, di false libertà

Invece - purtroppo - come dicevo prima stiamo vivendo una vera e propria emergenza educativa, dove non avremmo forse più le schiavitù dei ragazzini che Don Bosco liberò nelle periferie torinesi dal lavoro minorile forse, dico forse perché in determinate realtà purtroppo questo fenomeno esiste ancora.

Però abbiamo altrettanto terribili e moderne schiavitù, pensiamo al consumo dell’alcool, della droga, a quella del sesso, che se va bene è banalizzato, e se va male è elevato ad un atto di potenza, di dimostrazione di potenza.

Io credo che ciò che avviene nelle nostre realtà sociali da parte di tanti giovani è un preoccupante fenomeno educativo e culturale; lo dice in un certo qual modo anche oggi, commentando l’ultimo, ennesimo fatto di violenza, un sociologo come Barbagli, quindi di formazione culturale distante dalla mia.

Eppure anche lui invita a riflettere se ciò che avviene nella nostra società è riferibile ad impeti irrazionali, o è segno di una sub-cultura che si sta diffondendo sempre di più.

Voglio riflettere su questo, perché non da oggi ne sono convinta, credo che questo sia vero ed è altrettanto vero che tutta questa deresponsabilizzazione, questa che Barbagli chiama subcultura che si sta diffondendo sempre di più nella nostra società, sia - purtroppo - anche alimentata dai livelli istituzionali.

È un interrogativo che noi dobbiamo porci, perché quando noi facciamo passare il senso del disprezzo per la vita umana per la dignità della persona, quando ci pieghiamo al relativismo etico, quando non comprendiamo che l’accettazione delle trasgressioni diventa fonte di deresponsabilizzazione e di assuefazione a quello che non è bene, noi diventiamo complici, se non nutrici, di quella violenza sempre più evidente che è dentro la società.

L’Istituto Salesiano Beata Vergine di San Luca registra la presenza di tanti giovani, una importante e numerosa presenza di giovani di ogni ceto sociale, di partecipazione di vari gruppi, si va dagli scout agli sbandieratori, che trovano situazioni positive di riferimento. Anche Valerio Monteventi richiama sempre l’esigenza di spazi per i giovani per toglierli dalla strada.

Io credo che ci sia una verità di fondo in quello che dice Monteventi, ma è un altrettanto vero e lo constato con grande rammarico, che laddove esistono situazioni di questo tipo che hanno delle potenzialità benefiche per i nostri giovani e per le nostre comunità, vengono ignorati dai livelli istituzionali anche nelle cose banali come un semplice passaggio pedonale, o come la fruizione di un locale di proprietà del Comune.

dicevo che in questo Istituto si sono create infinite situazioni positive di riferimento per i giovani, grazie all’impegno non solo dei salesiani, ma anche alla collaborazione con persone, con laici che intendono dare vita ad un progetto educativo come proposto da Don Bosco.

Un progetto educativo in cui si deve avere ben presente che occorre operare in un sistema di prevenzione, in cui - diceva Don Bosco - il tutto deve essere basato sulla ragione, ma anche sulla religione e sull’amorevolezza.

A me dispiace, e concludo dicendo che presenterò un Ordine del giorno, che purtroppo tutto questo avvenga in una sorta di indifferenza, nell’attenzione di tante persone e delle famiglie, ma in una sorta di indifferenza delle istituzioni.

Allora ben vengano - Presidente - le commemorazioni, e anche l’intitolazione, come abbiamo fatto l’altra mattina, del tratto di strada al Cardinale Svampa .

Con questo ordine del giorno si chiede alla Giunta, anche a quella che verrà, e lo farò in modo reiterato, lo avevo già fatto, lo ritornerò a fare, che si sostenga attraverso ogni forma possibile anche con la fruizione di servizi, tutte le poliedriche attività dell’oratorio, perché occorre promuovere sempre più la partecipazione e l’aggregazione, di un numero sempre maggiore di giovani che in quella realtà trovano positivi modelli a cui fare riferimento.

Tags: ,

Leave a Reply