Ricordo di Monsignor Fraccaroli
Posted by redazione on January 21st, 2009Nel Luglio 2007 Maria Cristina Marri ricordò in Consiglio Comunale la figura di Monsignor Fraccaroli, allora da poco scomparso. Riproponiamo di seguito il discorso di commemorazione di questa illustre figura la cui modernità di pensiero e di azione in campo sociale, urbanistico, culturale, la centralità dell’ascolto delle esigenze di giovani, ma anche di anziani, lo rendono tuttora un punto di riferimento non solo per la comunità cattolica, ma per tutta la città di Bologna.
Intervento della consigliera Maria Cristina Marri:“Vorrei riuscire in questo poco tempo a fare capire quanto Monsignor Fraccaroli sia stato importante per Bologna, per tutta Bologna e non solo per la Comunità Cattolica. La sua è stata un’incessante azione arricchita dalla tenacia di un lavoro che l’ha visto al fianco del Cardinal Lercaro fino alla sua morte e successivamente l’ha visto custode e promotore del suo magistero. Io avevo pochi anni quando nel 1953 - e non era ancora sacerdote - Monsignor Fraccaroli venne a Bologna e, su invito del Cardinal Lercaro cominciò a collaborare con lui a quello che era e che sarebbe diventato l’importantissimo progetto “Famiglia di giovani”. Io ero una bimbetta, però capii subito e iniziai subito a collegare queste due carismatiche figure, quindi il Cardinal Lercaro e Monsignor Fraccaroli, inizialmente in riferimento a quella bellissima decisione di promuovere il “Cardinale dei bambini”. Si teneva allora ai giardini Margherita e ne conservo ancora un ricordo di gioia autentica, ma molto di più, di profonda condivisione. Poi crescendo, anche ascoltando le parole degli adulti di casa mia, capii che nell’azione di quella persona - non era ancora un sacerdote, lo è diventato poi solo, mi sembra, nel 1956 - c’era molto di più, e anche ascoltando quello che sentivo in casa capii che c’erano tante azioni in campo sociale, in campo caritativo, in campo ecclesiale e in campo culturale, ma anche in campo urbanistico-architettonico: cominciai a sentir parlare delle nuove chiese di periferie. Infatti Monsignor Fraccaroli divenne, un anno dopo essere diventato segretario personale del Cardinal Lercaro - e ripeto, lo diventò che non era ancora sacerdote - divenne membro della Segreteria del Primo Congresso Nazionale di Architettura Sacra, e l’anno successivo - nel 1956 - divenne aiutante di studio dell’ufficio per le nuove chiese di periferia e membro dell’ufficio tecnico organizzativo arcivescovile dell’Arcidiocesi di Bologna. Ha sostenuto e animato, direi anche condiviso, in questa veste l’opera del gruppo di architetti che ha fatto nascere la rivista “Chiese e Quartieri”, ricordo Trebbi, ricordo Gresleri, Gandolfi, Salvioli, e molte opere assolutamente all’avanguardia per quei tempi che hanno preso corpo in virtù della sua azione. Oltre al Piano per le nuove chiese in periferia, Villa San Giacomo, in cui in queste ore è allestita la camera ardente, ma anche la Casa di accoglienza in Provincia di Bologna, di Bolzano, di Mantova, di Varese e di Verona. Grande attenzione diede sempre ai giovani e alle loro esigenze e necessità educative e formative, ma anche agli anziani: nacquero infatti per loro le case dell’ospitalità. Monsignor Fraccaroli ha quindi affiancato sempre il Cardinal Lercaro, l’ha fatto prima, quando era in vita, e anche dopo la sua morte. Nel 1958 gli è stato a fianco durante il conclave che avrebbe portato all’elezione di Papa Giovanni XXIII; nel 1961 è stato il primo Presidente dell’Opera Diocesana Madonna della Fiducia e del Sodalizio dei Santi Giacomo e Petronio, i due enti su cui - ricordo - si fonda la Famiglia del Cardinal Lercaro. Nello stesso anno ha assunto la direzione della stessa Famiglia, un incarico che ha ricoperto fino alla morte. Era stato ordinato sacerdote alcuni anni dopo, come ricordavo, nel 1962, e si è poi costantemente impegnato a seguito dell’Arcivescovo di Bologna nei lavori del Consiglio Ecumenico Vaticano II, di cui il Cardinal Lercaro - ricordo - fu moderatore della seconda sessione, mentre nel 1963 è stato presente al conclave che si è concluso con l’elezione a Papa di Papa Paolo VI. Dal 1962 al ‘66 è stato impegnato, come ricordavo, nella realizzazione di Villa San Giacomo, che è un collegio internazionale per studenti universitari e specializzandi. È stato nominato nel ‘63 Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ed è diventato primo assistente ecclesiastico della neonata sezione dell’Emilia Romagna. Dal ‘64 al ‘67 sempre a fianco del Cardinal Lercaro durante l’esercizio del suo mandato come Presidente del Consiglio per l’attuazione della riforma liturgica e conciliare. Poi è volato in Libano, dove è stato nominato Commendatore dell’Ordine del Cedro e pochi mesi dopo in Terra Santa. Durante questo viaggio venne insignito da Re Hussein di Giordania del titolo di Commendatore della Stella di Giordania. Poi è stato nominato da Paolo VI Cameriere Segreto; nello stesso anno è stato anche promosso Commendatore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Poi nel ‘68 a Bogotà, in Colombia, sempre al seguito del cardinal Lercaro, è stato nominato Legato a Latere del XXXVI Congresso Eucaristico, e così proseguendo, ma voglio arrivare solo ai giorni nostri, perché ci sono tutta una serie di riconoscimenti che non sono solo vuote etichette, ma segni concreti per delle azioni che sono tangibili, tangibili per tutti. Monsignor Fraccaroli ha dato corpo alla Galleria d’arte moderna, acquisendo oltre 1.600 opere tra pitture e sculture, oltre ad un’ampia raccolta di disegni, bozzetti e incisioni degli artisti più illustri e significativi a livello internazionale. Poi il cardinal Giacomo Biffi nel 1993 l’ha nominato Canonico titolare del capitolo della metropolitana di San Pietro, del quale dal 2004 è preposto. Mancano gli ultimi anni: negli ultimi anni il suo impegno è stato importantissimo. Dal 1997 partecipa al Forum degli operatori impegnati nella Pastorale dell’Arte e degli Artisti, che è organizzata dall’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI; poi dal ‘98 membro della Commissione Diocesana di Arte Sacra dell’Arcidiocesi di Bologna. Dal 2000 ad oggi, su incarico del cardinal Biffi e con il sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, ha gestito la progettazione e la realizzazione, attraverso un ingente intervento di recupero e restauro di un grande edificio di poco superiore agli 8.000 metri quadri nel centro storico di Bologna, della nuova sede espositiva della Galleria d’Arte Moderna “Raccolta a Lercaro” e della sede dell’Istituto Culturale Diocesano “Veritatis Splendor”. Infine nel mese di maggio 2003 il Santo Padre Giovanni Paolo II lo ha nominato Consultore della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e nel maggio 2005 lo ha elevato alla dignità di Prelato d’Onore e di Santissima Santità. Nonostante tutto questo, Monsignor Fraccaroli è stato, è sempre stato ed era restato un uomo semplice, dal sorriso veramente buono, anche se caratterizzato da una grande tenacia, tenacia che ha dimostrato quanto importante e significativo sia stata per questa città, per la nostra città, il suo incessante e costante impegno. Io l’ultima volta che l’ho visto è stato in occasione di un’uscita pubblica, in occasione del ricordo di Don Giulio Salmi, altra grande figura nella quale le opere di Villa Pallavicini si legano a queste importanti iniziative. Invece l’ho sentito spiritualmente presente - anche se purtroppo non c’era - in un’occasione più recente, quella del primo giugno di quest’anno, in cui è stata fatta la cerimonia di commemorazione del 750.mo anniversario del Liber Paradisus, proprio al museo della Fondazione del Cardinal Giacomo Lercaro. Credo che tutti in quella giornata, anche se lui, poiché era ammalato, non era presente, l’abbiamo sentito presente. In quell’occasione il Cardinal Caffarra ci ha ricordato che nella storia di un popolo non tutti gli avvenimenti hanno la stessa importanza. Alcuni di essi sono avvenimenti - sono parole sue, che leggo - che potranno qualificare fondatori; essi, cioè, depongono alla coscienza del popolo che li vive in prospettiva di un futuro marcato dalla fedeltà dell’evento fondatore. Io credo che monsignor Fraccaroli sia stato testimone di questo, ma non solo. Infine, il Cardinal Caffarra diceva che nel celebrare il Liber Paradisus noi dovremmo ricordare che la suprema esaltazione della libertà che - dice lui - avviene per chi crede ogni volta che celebriamo l’Eucarestia, ha detto il Cardinal Caffarra che non deve restare chiusa nel recinto delle nostre chiese, ma deve entrare nel dialogo pubblico, con quella ricerca di libertà che ripercorre tutta la modernità. Io credo che perché da questo dialogo rifiorisca, come ha detto il Cardinale, la vita della nostra città, perché da questo dialogo la nostra città risorga dal suo degrado, occorre nel ricordo di Monsignor Fraccaroli esprimere l’auspicio che tutte le nostre azioni siano orientate in questa direzione. Voglio quindi concludere questo intervento ringraziando tutti presenti per avermi ascoltata così a lungo. Ora, Presidente, chiedo un minuto di silenzio e per chi crede anche un momento di preghiera intensa”.
Tags: Lercaro, Monsignor Fraccaroli