Intervento in Consiglio del 30/12/2008 sulla Delirium Tax

Posted by redazione on January 15th, 2009

Data Seduta:  30/12/2008

Argomento: 

O.D.G. N. 264: RICHIESTA CONVOCAZIONE CONSIGLIO STRAORDINARIO IN MERITO ALLE
MODALITÀ CON CUI SONO STATE COMMINATE AI COMMERCIANTI LE MULTE PER LA
PUBBLICITÀ DEFINITE DALLA STAMPA “DELIRIUM TAX” PRESENTATO IN DATA 16.12.2008
DA 13 CONSIGLIERI AI SENSI DELL’ART. 6 DEL REGOLAMENTO SUL FUNZIONAMENTO DEL
CONSIGLIO COMUNALE - PG.N. 299089/2008  (1 ODG DEI GRUPPI  F.I.- A.N - RESPINTO) - (1 ODG MAGGIORANZA E TUA BO - APPROVATO)

 Consigliere MARRI LA TUA BOLOGNA
Grazie Presidente, cercherò di essere breve. 
Noi, con questo Consiglio Comunale, abbiamo proposto uno stop, lo hanno già detto i colleghi, uno stop che non significa rinvio e proroga, ma significa punto e a capo, significa annullare le cartelle e provvedere a nuove emissioni  in un necessario quadro di chiarezza. 
Quello che è accaduto, Assessore Bottoni, credo che sia offensivo, non solo per i commercianti ma anche per i cittadini, considerarlo caccia agli evasori.  In realtà  un delirio, un vero e proprio delirio è  emettere cartelle senza informazione, lo è a maggior ragione quando lo si fa in un quadro normativo confuso e con modalità di retroattività. 
E se non è un delirio, è vessazione, soprattutto se si considera che la presunta, e sottolineo, presunta infrazione, è avvenuta in applicazione di una Legge confusa, e a superamento di una prassi consolidata, che avrebbe richiesto, proprio per questo motivo, riflessione, informazione, dialogo anche all’interno del palazzo, valutazioni sulla base dei regolamenti comunali, perché così si fa. 
Se una strada è a senso unico per molto tempo, e l’Amministrazione decide di cambiare, anche in applicazione del codice della strada, non lo fa alzandosi una mattina e spostando un cartello, fa l’informazione, mette i vigili, almeno dovrebbe, perché ci siamo abituati a tutto. 
Invece tutto questo non è accaduto, è accaduto esattamente l’opposto, e cioè che si è andati in direzione di un’interpretazione della legge spropositata a maglie larghe, senza nemmeno avere la consapevolezza, il buonsenso, quasi infantile oserei dire, che si sarebbe entrati in un vortice senza confine: dai tappetini al baccalà bagnato, dalle isole esotiche, ai gelati; era inevitabile Assessore Bottoni. 
Allora io credo che al di là del tavolo, che ben venga, con le associazioni, e che dovrà aiutare a fare chiarezza su tutta la questione della pubblicità, ma con particolare attenzione a quella per conto terzi, al di là del fatto che ci sono troppi nodi che devono essere sciolti, credo che noi non possiamo trascurare, in questo Consiglio, un aspetto più generale e importante e significativo, che è quello che riguarda i rapporti tra Gestor e Comune. 
Perché vede Assessore, se lei ammette che  la stragrande maggioranza delle   multe notificate sono state un errore, allora, o effettivamente c’è una prevaricazione da parte di Gestor, e su questo io credo debbano essere presi dei provvedimenti, oppure la retromarcia tardiva innestata sa tanto di ricerca o di alibi, o di capri espiatori. 
Ma non mi interessa se è vera l’una o l’altra cosa, mi interessa che effettivamente si possa arrivare a un quadro di chiarezza nello specifico dell’argomento, ma in generale su tutta la questione…
Assessore Bottoni, questa Amministrazione ci ha abituato a situazioni kafkiane, quasi irreali, di cui in tanti anni di politica amministrativa non avevo mai visto una campionatura come in questi cinque anni di mandato. Situazioni kafkiane avvolte da una estemporaneità, in questo caso addirittura retroattiva che dà quasi la sensazione, o la certezza, che non è tanto il rispetto delle regole delle leggi quello che interessa all’Amministrazione comunale. È un po’ come quando il sindaco Cofferati faceva i suoi proclami massmediatici sulla legalità e avevamo la macchina sociale ferma, e la coesione sociale peggiorava.
Tutti segni di bracci e di pugni di ferro che non servono assolutamente a nulla se non ad arrecare un torto ai cittadini, e non ad ottenere un giusto rispetto di regole  e leggi. 
Allora, dicevo che se ne ricava la sensazione che l’Amministrazione voglia semplicemente fare cassa, e forse  l’aggettivo che ho usato “Kafkiano”, che trovo sia un abito molto adatto a questa amministrazione comunale, forse è un termine riduttivo se consideriamo che si richiede di pagare anche per periodi in cui nemmeno si sapeva di dover pagare. E’ stato detto che non è delirante la tassa ma è delirante ha norma,  non mi interessa se è delirante la norma o è delirante l’applicazione, so che è assolutamente  delirante che in un quadro normativo complicato e in parte contraddittorio, si sia proceduto con queste modalità. Chi se ne è   fregato delle difficoltà interpretative tra leggi nazionali e regolamenti comunali?  A chi è importato? Non si  è nemmeno parlato di questo, nemmeno all’interno della mia Commissione che dei regolamenti dovrebbe occuparsene e farò successivamente anche  una considerazione sul  regolamento che il Comune di Bologna in riferimento alla pubblicità. 
Allora, credo che Assessore ci sarebbe voluto semplicemente del buon senso, un sano principio di precauzione, proprio perché nel momento in cui si va ad invertire una prassi, e sapete che anche in diritto le  consuetudini e  le prassi  assumono una veste giuridica e invece sono stati  ignorati che rispetto a quello che la porterebbe a fare parte di una normale attività commerciale, di  persone che si alzano, tirano la serranda, lavorano   e al giorno d’oggi faticano ad andare avanti perché sappiamo che la crisi c’è e   che  nonostante i grandi appelli del nostro Presidente di Consiglio non sempre le persone sono in grado di tornare a spendere portando un circuito positivo che possa fare evitare un rischio di recessione. 
E allora ci sarebbe voluto un buon senso che non c’è stato, ci sarebbe voluto un sano principio di precauzione che non c’è stato, invece si è scelta la strada della massima monetizzazione nella speranza che i cittadini,   succeda anche in altri casi , ad esempio con le tassine dei consorzi di bonifica in cui il cittadino dice: “Ma che sto a perdere del tempo per 40,00 € - 50,00 €, ma io pago e buona notte”, nella speranza  che   questi cittadini che ormai sono considerati sudditi pagatori e non più cittadini, avessero fatto buon viso a cattivo gioco e la cosa fosse sfuggita così un po’ tra l’albero di natale e il presepe e le vacanze, le settimane bianche per chi può farle.
Comunque, vede Assessore, congelare i pagamenti e dire “rimandiamo tutto a Marzo” non è una soluzione che va bene, non è una soluzione che va bene perché in quel momento si toglie un diritto di cittadinanza, e cioè la  possibilità di effettuare ricorso.  Perché nel caso che il tavolo decida che di quelle cento multe, ottanta vengono annullate, per me è importante che anche ad uno solo di quei venti che rimangono non venga scippato la possibilità di quel ricorso legittimo che gli è consentito se continua a ritenere che nonostante la trattativa al tavolo delle  associazioni con l’amministrazione comunale, quella cartella comminata per lui è ingiusta.
È per questo che abbiamo chiesto l’annullamento delle cartelle in autotutela, abbiamo chiesto perché non è possibile che si aggiunga alla beffa il danno impedendo quel ricorso che invece per legge è possibile e deve essere concesso a tutti, e sappiamo che il limite di tempo è di 60 giorni. 
L’ultima considerazione che volevo fare Assessore Bottoni. 
Noi abbiamo due regolamenti che secondo me si attanagliano, e devono essere esaminati, cosa che io mi sono studiata un po’  nelle vacanze, non avendone avuto tempo prima. Me li sono riguardati bene sia la legge che il regolamento e, al di là delle considerazioni che faceva il collega Vannini, mi volevo soffermare un momento sul regolamento per la applicazione dell’imposta sulla pubblicità per l’effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni, in particolare all’Art. 14. Tra l’altro mi era sembrata così assurdo quello che è  accaduto, alla luce di questa norma che ci siamo dati, che ho mandato una mail al Dottor Cammarata per chiedergli: “Ma dottore, è ancora in vigore questo articolo?” e da grande e bravo professionista qual è il Dottor Cammarata, mi ha risposto: “Certo che è in vigore”. 
E’ probabile che questo Art. 14 che riguarda il materiale pubblicitario abusivo sia  riferito al materiale pubblicitario abusivo  esterno. Può essere, ma a maggiore ragione se questa norma che andrò a leggere è riferita al materiale abusivo esterno non comprendo, e qualcuno mi deve spiegare e si deve giustificare perché non è stata una norma valida e regolamentare nella specifica di cui stiamo parlando. Perché in questo articolo si dice, Assessore,  al primo comma si dice che sono considerate abusive le varie forme di pubblicità esposte senza la prescritta autorizzazione, non dice dentro o fuori, e quindi se un commerciante la appende alla sua vetrina per me  ci sta! Dice ancora, e quindi “non risultante,  conforme alle condizioni stabilite dalle autorizzazioni per forma, contenuto, dimensioni, centimetri etc..” Al comma 2 si dice che viene considerata abusiva ogni variazione non autorizzata apportata etc., e  che sono considerate abusive le pubblicità e le affissioni per le quali siano state omesse le prescritte dichiarazioni ai dovuti pagamenti. Poi al comma 4 dice che tutte le pubblicità e le affissioni abusive, ai sensi dei precedenti commi fatte salve quelle al comma 5 che sono quelle che possono essere sanate, per cui il Comune va in deroga, dice: Sono eliminate o rimosse a cura dei responsabili.  Significa forse che se io vado ad attaccare un cartellone non nella vetrina nel mio negozio  dove pago  l’affitto, ma per la strada, secondo il regolamento che abbiamo votato, ho la possibilità di  rimuoverlo entro quindici giorni dall’ordine di rimozione, e in caso di non ottemperanza la rimozione avviene ad opera dell’Amministrazione Comunale?
Ebbene, qui non siamo stati capaci di andare a dire: guarda, togli il cartellino del baccalà, altrimenti rischi  la multa. 
Scusi Assessore, ma trovo che questo sia veramente troppo. 
Per cui io, come avevo già detto in conferenza stampa, come Presidente di prima Commissione, riaprirò una discussione su entrambi i regolamenti. Se la legge è sbagliata  bisogna che se ne occupi  il Parlamento, ma alla luce della potestà regolamentare del Comune nell’ambito di una legge quadro nazionale , il Comune dovrà fare chiarezza perché queste cose non avvengano più.

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