Intervento su: Completamento delle deleghe ai quartieri e definizione degli elementi essenziali dei contratti di servizio con ASP
Posted by redazione on October 20th, 2008
20/10/2008
Grazie Presidente. Lei, Assessore Scaramuzzino, ha ricordato orgogliosamente il fatto che questa amministrazione ha messo mano a una partita delicata come quella dei servizi sociali su cui si era fermi, giustamente ha detto, da 10 o 15 anni. Io so, le do atto che questo era vero, anche se è altrettanto vero - ma non per difendere una amministrazione o l’altra, per essere oggettivamente responsabili - che mancavano una sorta di tasselli che sono pervenuti come atti che sono discesi dalla 328 e dalla legge regionale 2, ma anche da quella sciagurata legge regionale che ha portato alla costituzione delle ASP che ha costituito un vero e proprio scippo di patrimonio che poi in parte era usato non bene.
È vero quello che lei ha detto, che in riferimento alle IPAB bolognesi su 17 che ce n’erano ce n’erano tante di cui non si conosceva neppure il consiglio di amministrazione. Ma vede, è un po’ come fa il Ministro Brunetta che per combattere le degenerazioni della 104 con la quale magari uno prende il beneficio, invece che badare al nonno va al mare, toglie e arriva con la scure - sono d’accordo - togliere un beneficio di cui si avvalgono lavoratori che devono assistere i loro familiari disabili. Lei ha fatto un po’ la stessa cosa, e spiegherò perché. Io credo che ognuno scelga la sua strada, l’amministrazione precedente aveva tentato una strada diversa riconoscendo il problema perché aveva puntato alla realizzazione del consorzio socio sanitario per cercare di mettere a sistema i servizi sociosanitari evitando doppioni e cercando di rendere i servizi flessibili, efficaci e possibilmente innovativi.
Io so che la materia è difficile e complessa, anche se non concordo con lei che su materia e problema difficile e complesso occorre dare risposte obbligatoriamente complesse perché talvolta in riferimento al bisogno possono servire anche risposte semplici.
Lei ha lamentato poi, Consigliere Monteventi, ha dovuto giustificare se era andato a fare la pipì, se era andato, però assicurando che ascoltava. Però le riconosco che un dato è vero, anche a livello mass mediatico: che mentre interessano le primarie, candidati Sindaci, una delle più importanti riorganizzazioni che toccherà la vita delle persone, che se ne accorgeranno poi nel momento in cui, in bene o in peggio, in questo momento non interessa assolutamente nessuno tanto è vero che lei sa che io ho dovuto insistere non poco in tutte le sedi perché questo argomento venisse trattato in sede consiliare. Ma perché l’ho voluto fare? Perché lei sa che io ho cercato sempre di esaltare le finalità positive delle decisioni, mi sono astenuta sugli atti. Però adesso devo dire che non sono affatto contenta, e non per pregiudizio o per contrapposizione, ma per responsabile constatazione di una discontinuità, di una frammentarietà e di correzioni di tiro che mi preoccupano, e non poco.
Lei ci ha ricordato che un processo che è partito già alla fine del 2006, in cui il Consiglio Comunale ha approvato gli indirizzi del sistema cittadino integrato e dei servizi sociosanitari, educativi, scolastici e sui contratti di servizio delle ASP. L’atto era questo. Lo dico e lo faccio vedere perché tutti, forse considerandomi un po’ patologica nella mia insistenza, mi dicono sempre che è sbagliata la mia contestazione che si sta letteralmente scippando il Consiglio di un diritto dovere che è quello di esprimersi sulle linee di indirizzo perché queste linee di indirizzo che abbiamo votato sono tutt’altra cosa. Quello che c’è scritto qui è tutt’altra cosa da quello che è accaduto, da quello che ci è stato presentato a luglio, che fra l’altro era già delibera di Giunta, su cui però lei sa che abbiamo responsabilmente ragionato al punto che avevamo concentrato la riflessione sull’osservatorio per la famiglia e sui centri famiglia, però lavoravamo già in una cornice di delibera di Giunta, votavamo il regolamento dei servizi sociali. È vero che ci sono tanti atti, però lavoravamo già. E allora questo non è giusto perché occorre procedere con una grande chiarezza e occorre che non solo noi ma anche le ASP di riferimento, ma anche il Consiglio. Perché altrimenti che cosa si controlla? Qui sto sentendo ragionare di controlli, ma per controllare la funzione di indirizzo e di controllo che è una delle poche prerogative che è rimasta al Consiglio. Io credo che le debba avere, ma proprio per dare senso ad una costruttività.
Lei giustamente dice, ed è vero, che un tassello essenziale e i pilastri sono le ASP. Io ho contrastato quella legge, contrastato quella legge perché era una sorta di pubblicizzazione che trovo antieuropea, ma adesso l’abbiamo. E allora se non vogliamo che rimangano le giganti nel … non si può partire con il piede sbagliato, anche perché queste ASP hanno portato in dote al Comune un sacco di patrimonio, e quel patrimonio deve servire a fare dei servizi migliori e più utili ai cittadini. La mia preoccupazione, dalle cose che leggo qui, è che invece andremo a depauperare il patrimonio perché non ci sarà la copertura dei servizi con la redditualità del patrimonio, andremo a depauperare il patrimonio e in questo momento non sappiamo neanche se riusciamo a mantenere i servizi.
E allora io non voglio concentrare l’attenzione non tanto al Giovanni XIII o ai Poveri Vergognosi perché si occupano essenzialmente, non solo, di assistenza agli anziani e hanno una consolidata esperienza, quindi già questo, pur essendo degli innesti che richiedono una riflessione, richiederebbero degli approfondimenti, però per esemplificazione, per essenzialità del ragionamento mi limito a farlo in un riferimento a quella di Irides che invece sappiamo che è una ASP nuova alla quale vengono dati i servizi dell’infanzia, quindi che ha in affidamento le attività educative e scolastiche dedicate ai minori, alle persone disabili. Queste erano le linee di indirizzo di partenza. Ed è qui che, come dicevo, si concentrano le maggiori preoccupazioni. Abbiamo un sacco di documenti. Per la verità gli atti di Giunta non sono tantissimi, abbiamo il trasferimento delle deleghe ai quartieri che era pressoché un atto dovuto nel momento in cui si va alla riorganizzazione dei servizi. Però, vede, io ho la sensazione che tutti questi atti che ho cercato con diligenza di mettere consequenziali e di affrontare l’uno con l’altro, tutti questi atti danno luogo ad un mosaico incompleto che paralizza le nuove, possibili ed eventuali potenzialità delle aziende dei servizi alla persona, e che rende difficile, se non impossibile, un controllo perché non è chiaro l’indirizzo.
Quando abbiamo discusso in occasione dell’approvazione del regolamento generale in materia di servizi scolastici avevamo anche l’altro documento, me ne ricordo bene perché cercavo di confrontarmi con gli amici nel quartiere, in alcuni quartieri avevano solo il regolamento perché era materia consiliare e non avevano avuto l’altro documento, questo, perché era un documento che era essenzialmente di Giunta. Ed è qui che c’è la mia critica di fondo perché partendo dalle linee di indirizzo del 2006 che erano sostanzialmente all’osso, quindi nella loro essenzialità, siamo passati per una delibera di Giunta dove siamo a livello di ipotesi. Si ipotizza di affidare, si ipotizza di affidare, si ipotizza di affidare. Quindi non si può dire che sono passate per il Consiglio delle linee di indirizzo. Non solo. Ma io mi ricordo che quando dibattemmo - me lo ricordo perché sono andata a rileggermi i verbali perché sennò non me ne ricorderei - che quando votammo questo atto e discutemmo anche della Giunta che riferiva di ipotesi, io ricordavo che bisognava stare attenti perché sulle ipotesi si costruisce un ragionamento matematico, non si costruisce una moderna organizzazione, poi oltretutto si trattava di ipotesi difformi in larga parte, se volete fate il raffronto, a quelle che dovevano essere invece le linee di indirizzo, che in teoria il Consiglio avrebbe già votato nel lontano 2006.
Io in quella sede avevo espresso una preoccupazione, una grande preoccupazione perché dicevo stiamo parlando di queste due cose, ma probabilmente ce ne sono altre e avevo unanimemente, credo, concordato che rispetto a tutto quello che veniva ipotizzato, occorreva fare un ragionamento complessivo e molto più approfondito.
Dicevo che avevamo ragionato sui centri famiglia e sull’osservatorio e facevo presente che per tutto il resto c’era una gran nebulosità, eravamo a luglio e dicevo tutto il resto è nebuloso, che richiedevo un dibattito serio, ma che richiedeva anche approvazione e linee di indirizzo chiare.
Da allora ci sono stati altri atti che, però, Assessore Scaramuzzino, hanno accentuato e non attenuato la mia preoccupazione, la mia preoccupazione e la convinzione che si proceda male e in modo parzialissimo.
Io chiedo, sinceramente, a tutti i Consiglieri, se c’è qualcuno qui che ha il quadro preciso di come sarà il nuovo sistema integrato.
C’è qualcuno, per i quartieri sì perché c’è un atto riepilogativo, ma c’è qualcuno che ha le idee chiare di come sarà il nuovo sistema integrato?
È utile che oggi noi discutiamo, perché è stato iscritto come argomento di questo, però non possiamo bleffare, non possiamo assolutamente bleffare. Quindi, bisogna che non so se sia in Commissione, io non considero assolutamente esaustiva questa discussione, perché noi abbiamo il diritto di capire chiaramente nel rispetto dei cittadini che rappresentiamo come sarà la nuova organizzazione del Welfare in questa città.
Credo che non so se in Commissione, so che però ci certo serve un voto del Consiglio in un quadro preciso e definito, quindi, questa è la mia richiesta, io non voglio sperare che questa richiesta deve essere oggettivata in un ordine del giorno che però se serve ci metterò due minuti da fare, per costringere tra virgolette il Consiglio a dire sì o no, però, di questo ne sono fermamente convinta.
Lei ha ricordato altre cose. Ha ricordato che la Giunta all’inizio di settembre ha emanato alcune, ha assegnato alcune cose da fare, infatti, c’è una delibera, perché dico che si procede in modo segmentato, c’è una delibera con cui dice all’ASP Irides che quella su cui io concentro la mia attenzione, guarda tu devi gestire Via delle Ruote, devi gestire Via Cracovia, devi gestire Via del Vivaio, in Via del Vivaio per realizzare una comunità socio assistenziale, in Via Cracovia per fare una cosa per minori temporaneamente privi di sostegno, poi un altro centro di incontro e intanto si è cominciato a andare un pezzettino di cose in assenza e nelle more della stipula dei contratti di servizi.
Non avevamo ancora la delibera degli elementi essenziali che è quella recentemente arrivata per la stipula dei contratti di servizio, dice allora nelle more della stipula dei contratti di servizi preparati ASP perché devi assolutamente portare avanti queste cose.
Questi elementi essenziali sono invece arrivati nella recentissima delibera del 7 ottobre ultimo scorso che è quella che mi ha fatto un po’ arrabbiare, assessore, mi ha fatto un po’ arrabbiare perché dico, ma allora evidentemente è un dialogo tra sordi, perché guardando attentamente quello che aveva richiamato la mia attenzione perché non è che possiamo passare sempre in rassegna tutte le delibere di Giunta, è stato il riferimento a una nota di giornale che aveva evidenziato la contrarietà della Commissione da parte dell’Assessore Paruolo su questa delibera di Giunta.
Ovviamente avendo un dossier così su questa materia sono andata a ricercarlo e la delibera me la sono letta attentamente e non mi è piaciuta e le dirò subito perché non mi è piaciuto questa delibera di Giunta.
Innanzitutto perché ha radicato in me il convincimento che dentro quella delibera ci sono non soltanto gli elementi essenziali per la definizione e il contenuto dei contratti di servizio, ma ci sono anche l’individuazione, tanto è vero che c’è un punto in cui si dice: oggetto dei contratti di servizio è la realizzazione da parte delle aziende, degli interventi e servizi sociali e educativi individuati ad oggi come segue e poi c’è l’elenco di questi servizi e nell’elenco di questi servizi io ne ravviso, ci sono degli indirizzi che effettivamente io non avevo mai rinvenuto, perché alcune, poi mi sarò distratta, però, vedo che è stata assegnata alla ASP Giovanni XXIII l’asilo nido territoriale ed aziendale, allora un ASP che si occupa di anziani, che gestisce l’asilo nido territoriale aziendale avrà una sua ratio, però, vogliamo che il Consiglio ne parli.
Vogliamo dire se è giusto o non è giusto e così potrei dilungarmi, interventi alla casa circondariale affidata ai poveri vergognosi, ho sentito che il pronto intervento sociale è andato a chi l’ha preso, non lo voleva nessuno, cioè ci sono degli aspetti che mi preoccupano, ma quello che mi dispiace di più e rimango nell’ASP quella dedicata al servizio per i giovani e per l’adolescenza è che il riferimento c’è il centro documentazione handicap, però ad esempio rimane sospeso quell’interrogativo che io avevo fatto, perché c’è la disabilità scolastica.
Io fra l’altro proprio ieri ho partecipato a un’associazione di famiglie dei bambini affetti da autismo e creda Assessore, creda Assessore basterebbe molto poco, se lei pensa che viene inserito un educatore per l’educazione prescolare per questi bambini su venticinque a dieci ore, io credo che qualche cosa di più ci sia da fare.
Se abbiamo fatto questi monumenti e non lasciamoli dei monumenti che hanno un Consiglio di Amministrazione per non fare… scusate ragazzi, vi chiedo scusa, ma già si fa fatica.
Dicevo che questa delibera non mi piace, ma ci sono degli altri elementi che non capisco, perché quello che manca in questo Paese, in questa epoca è la responsabilità e qui voi avete burocratizzato in un modo che c’è la frantumazione della responsabilità, lei dice ma i contratti di servizio dovevano essere di dodici, quindici anni, però, abbiamo pensato che è meglio di no e qui si abbattono a nove perché li abbiamo correlati a carattere triennale della programmazione attraverso i Piani di Zona, ma non regge, Assessore, perché la matematica non è un’opinione, tre per tre fa nove, tre per quattro farebbe dodici, tre per cinque farebbe quindici, quindi, verrebbero rispettati ugualmente la caratterizzazione della programmazione triennale, sono altre ragioni che mi sfuggono, mi sfuggono perchè non ne abbiamo parlato, anche se questo ammetto sarebbe competenza, è competenza a differenza delle linee di indirizzo della Giunta, perché le caratteristiche dei contratti di servizio io credo che legittimamente spettino in capo all’esecutivo.
Credo, anche perché vede è troppo breve, se un’azienda di servizi alla persona vuole fare investimenti per servizi innovativi e flessibili, la temporalità dei nove anni lei mi insegna non regge, non regge, non può reggere!
Allora, se lei dice che io ho torto, mi deve dire perché deve reggere la motivazione di abbatterlo a nove anni, quando l’unica che mi viene riferita che è quella della coerenza con il carattere triennale delle programmazioni dei Piani di Zona, è ovvio che facciamo tre anni per quattro cicli di tre anni, non tre anni per tre cicli di tre anni, non la riesco a capire.
Poi altra cosa, chiedo scusa se vado un po’ così. Io credo che si proceda un po’ a tasselli e anche si procede con correzioni di tiro, un po’ sono d’accordo con quello che ha detto il collega Monteventi, perché si ha una sensazione, si ha una sensazione che tra il livello politico e il livello tecnico non ci sia un grande feeling, non ci sia una grande identità di vedute e qualcuno prima o poi finisca per prevalere o ancora peggio su un tema così delicato come quello dei servizi prevalga quello che non deve prevalere e non la responsabilità della scelta, ma quella delle mediazione.
Ora, le ASP lei ha ricordato hanno iniziato la loro attività, l’ultima questa all’inizio di quest’anno, però le ricordo che è vero che c’è tempo di integrare, infatti, occorre andare piano, non discuto meno, è vero c’è tempo di integrare, però, l’importante è non partire con il passo sbagliato, perché se si parte con il passo sbagliato anziché migliorare e qualificare i servizi si finisce per penalizzarli.
Lei giustamente ha richiamato, non mi ricordo quale delibera, dove ricordava e diceva che le ASP sono un’opportunità, possono e devono essere un’opportunità, ma bisogna mettere in condizioni che lo possano essere veramente, occorre avere le idee chiare e occorre assolutamente evitare effetti boomerang.
Questa delibera io la trovo non chiara, ma non è nemmeno chiara nella copertura dei costi, lei qualcosa ci ha detto, le qualcosa ci ha detto, però io veramente leggo dei passaggi in cui mi sorge legittimamente la preoccupazione che le ASP devono intervenire sul patrimonio per poter far fronte sulla copertura dei costi e dei servizi, perché delle due l’una o le fanno bene o come si fanno, anche perché c’è un passaggio in cui giustamente lei adduce ad una motivazione legata al controllo del Consiglio, mi fa tanto piacere che rispetto a una scarsa considerazione del Consiglio come si sta vedendo, si voglia tirar fuori il Consiglio a paravento nel momento in cui verranno ad essere carenti le risorse, io leggo che il Comune partecipa al finanziamento della gestione degli interventi e dei servizi attraverso tot o in parte etc. etc. in relazione etc. etc. la corresponsione di somme è tali da assicurare la copertura dei costi dei servizi al netto dei ricavi, ed è legittimo, incassano delle tariffe, nei limiti del budget determinato e se nel limite del budget determinato non annualmente non ci sta?
Lei ci dice allora ritorno in Consiglio così tutti vedono, ma non si fa mica programmazione seria così Assessore, non si fa programmazione seria. Io l’ho sempre detto e ne sono stata convinta, perché ho sempre detto che anche nei bilanci di previsione l’eccesso di principio precauzionale impedisce una programmazione seria e così come deve essere fatta.
Dunque, questo lo salto, perché siccome nella delibera, come ho detto, si fa riferimento ai servizi individuati fino a oggi io le chiedo individuati dove, come e quando, lei deve mi dare l’atto in cui quegli indirizzi, quelle linee sono stati votati dal Consiglio, perché io ho letto tanto, ma non l’ho trovato, però, di carta ne abbiamo tanta e quindi potrebbe anche essere che questa cosa mi è legittimamente sfuggita.
Infine e concludo, la questione della Commissione. In quella delibera lei l’ha ricordato.
C’è la previsione di una Commissione congiunta. Il Consigliere Monteventi preso da una smania di generosità, dice ma mettiamoci anche un Consigliere Comunale, ci avete messo un direttore del quartiere, ci avete messo un Sindaco o un suo incaricato, ci avete messo etc. credo che questa Commissione sia esattamente l’emblema della critica all’impianto di fondo che ho qui fatto fino a adesso e mi sembra di essere d’accordo e non lo so sono quasi mai con l’Assessore Paruolo quando dice che viene confuso il ruolo tecnico gestionale, con quello politico di indirizzo e di controllo. È così, non si possono mescolare queste cose, è una cosa che fa male, perché primo parcellizza la responsabilità e perché ci sono dei compiti che hanno i tecnici, ad esempio, alla carta dei servizi queste cose che competono a loro, ma il ruolo di indirizzo e di controllo deve competere a livello politico, questi organismi misti non piacciono neanche a me.
Credo che questa Commissione sia un po’ l’emblema di questa confusione che regna sovrana, e anche quando lei con grande orgoglio dice che questo percorso di riorganizzazione è stato reso visibile dai dieci sportelli sociali sui quartieri, ma a me questa cosa qui mi fa riflettere non poco, perché a me non interessa la visibilità e anche quegli sportelli sociali sui quartieri io non so se effettivamente siano significativamente … una innovazione nuova per i cittadini. Già gli orari d’apertura, il martedì e il giovedì, dalle 8:15 alle 17:00 e se uno ha il bisogno che è lunedì che cosa aspetta fino o al martedì o il venerdì?
Cioè non è questa la flessibilità che serve nel welfare moderno, non serve aprire un botteghino e poi scriverci sopra “Servizio Sociale”. La ASP, le cose servirebbero a questo, una flessibilità che deve servire a questo ma che non ritrovo in questo, non posso dire che lo ritrovo in queste linee di indirizzo, perché non le ho le linee di indirizzo, ma non le ritrovo nella lettura degli atti. Però Assessore, a me dispiace molto che questa cosa, che secondo me è assolutamente deludente, perché uno sportello sociale che fa l’apertura cadenzata magari tutti i martedì e tutti i giovedì ovunque, e poi magari se uno sta in questa strada non può andare lì, lo mandiamo dall’altro perché si apre il percorso con l’assistente sociale?
Ma vogliamo scherzare?
Ma il disagio è la complessità del bisogno non richiedono questa impalcatura fatta di burocrazia.
Allora concludo dicendo che io credo che questo dibattito oggi possa servire, che però ci voglia un supplemento di responsabilità. Non mi piacciono tutte queste Commissioni, tutta questa frantumazione delle responsabilità. Il sistema è sicuramente complesso, io credo che ci si metta a lavorare seriamente, possiamo trovare anche una quadra, capire, perché io poi adesso sto contestando essenzialmente il metodo e faccio qualche annotazione, così mi rendo conto anch’io un po’ schizofrenica perché salto un po’ di paglia in frasca nel merito, però bisogna che troviamo il modo per poter ragionare seriamente per fare in modo che siano chiare le linee di indirizzo alle aziende dei servizi alla persona in modo che il Consiglio possa esercitare il suo legittimo dovere di indirizzo di controllo. Grazie.
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