O.D.G. N. 183 per la indivuduazione di un sistema di accesso ai dati catastali richiesti dagli enti erogatori di servizi

Posted by redazione on October 6th, 2008

O.D.G. N. 183:ORDINE DEL GIORNO PER IMPEGNARE LA GIUNTA A INDIVIDUARE ANCHE ATTRAVERSO IL COINVOLGIMENTO DELLE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA SINDACALI UN SISTEMA DI ACCESSO AI DATI CATASTALI RICHIESTI DAGLI ENTI DI EROGAZIONE DEI SERVIZI A CUI I CITTADINI POSSANO RIVOLGERSI, PRESENTATO DALLA CONSIGLIERA MARRI ED ALTRI IN DATA 22.09.08 - PG.N. 228652/2008

6/10/2008

 

 

 

Grazie Presidente. Questo ordine del giorno scaturisce da un intervento di inizio di seduta che io ho fatto il 22 settembre, in cui, tra la distrazione che di solito caratterizza il Consiglio comunale, di cui non sono immune nemmeno io, cercavo di richiamare l’attenzione del Consiglio su questo nuovo obbligo sanzionabile, dei titolari di un’utenza, di fornire i dati catastali dell’appartamento a cui è collegata quell’utenza.

Io chiedo scusa se non ero in aula, ma ero in ufficio a preparare il lavoro per domattina, un’altra materia abbastanza delicata, e purtroppo devo dire che si sta perdendo un po’ l’abitudine a studiare e a cercare di capire. Dicevo che è un nuovo obbligo, nuovo tra virgolette, perché discende dalla Finanziaria 2005 che obbliga i gestori di servizi a fornire tutti i dati catastali di ogni realtà abitativa a cui è allacciata quella determinata utenza, un obbligo quindi, che ricordo, non riguarda solo i proprietari, ma anche gli inquilini.

In quell’occasione, Presidente, ho avuto modo di ricordare che la forma adottata per questo censimento nazionale, è per alcuni cittadini un’ulteriore grana in una vita già difficile, ma per le fasce deboli un vero e proprio attentato alla serenità . Noi sappiamo bene come sono le persone anziane, sono preoccupate di rimanere senza le medicine, sono molto spesso, purtroppo, preoccupate, è una fascia sempre più ampia, per la fragilità della loro pensione, quindi per il sempre meno forte potere d’acquisto. Sono preoccupati per tanti malfattori che cercano di trarli in inganno, e devo dire che a tutte queste fonti ne potremmo mettere anche altre, perché la questione della sicurezza non è legata solo alla tutela dei reati, ma anche alla certezza e alla serenità, a questa fonte di ansia si aggiunge questa nuova, che se anche promossa per una buona finalità, inferisce però sulla tranquillità di tante persone, e soprattutto paventa il modo confuso la minaccia di una sanzione da cento e rotti euro fino a due mila e rotti euro.

Io in Commissione ho già avuto modo di dire che tutto questo avviene in un clima di confusione che non fa nemmeno capire chi è sanzionabile, l’inquilino o il proprietario? Chi è che va a vedere se l’omissione dei dati è del proprietario o l’inquilino? O chi è che va a vedere se tutti questi dati che dovranno essere comunicati attraverso un modulo di difficile, difficilissima lettura, viene veramente spedito alla casella postale pinco pallo di Potenza? Se non arriva una di queste, di chi sarà la responsabilità? È stato smarrito dalla Posta, l’inquilino che non l’ha mandato, il proprietario che non l’ha dato… C’è una questione di grande confusione che credo attiene al Parlamento, e che il Parlamento dovrà affrontare, ma per questo si devono impegnare in altre sedi. Potremmo sollecitarlo, l’abbiamo fatto, abbiamo attivato i nostri responsabili in Parlamento, ma noi dobbiamo capire cosa possiamo fare da questi banchi.

Allora l’ordine del giorno che avevo già presentato il 22 settembre in occasione della dichiarazione di inizio seduta, è stato discusso in Commissione, e è stato emendato, è stato emendato in modo lessicalmente significativo, ma non nell’obiettivo, perché l’obiettivo è rimasto inalterato. È stato emendato sia dall’Assessore, sia da alcuni Consiglieri che oggi vedo presentano un ordine del giorno alternativo, perché vedi Consigliera Calari, si capiva già nel dibattito in Commissione che il vostro obiettivo era politico, era politico, era quello di creare la composizione su un’altra questione, che è quella del decentramento nel catasto, del decentramento delle funzioni del catasto, su cui ci siamo lungamente confrontati, ma che non è oggetto di questo, perché i cittadini sono stanchi di vedere le contrapposizioni politiche di un fronte verso l’altro, che poi vedono quello che la pubblica Amministrazione dovrebbero fare, ricadere sa di loro. Io avevo fatto un appello, che evidentemente è rimasto inascoltato se oggi ci vediamo con due ordini del giorno che, per quello che riguarda l’obiettivo bolognese sono sostanzialmente analoghi, che però introducono una nota di tipo politico su un’altra questione. Un passaggio su questi era anche nell’ordine del giorno che abbiamo (inc.) di discutere, in riferimento al ricorso al Consiglio di Stato. Quindi se uno legge, capisce, però evidentemente non si è capito che qui si doveva lavorare insieme semplicemente per cercare di agevolare un adempimento nei confronti dei cittadini.

Io credo, e lo ripeto, che questo non mi piace, così come non mi piace, considero inaccettabile, che si scaricano sui cittadini le carenze della pubblica Amministrazione. Non si devono scaricare le carenze della Pubblica Amministrazione, ma non si devono scaricare neanche in una forzatura di contrapposizione quello che è il clima che c’è su in questo paese, su cui io concordo, posso concordare, però devo riconoscere che non c’è nessuna parte che è immune. Ricordo ai Consiglieri che sono in molti a essersi attivati per cercare di sanare questa questione, quindi di essere di supporto ai cittadini, ci sono le Poste, hanno istituito un servizio a pagamento, oggi a esempio ho ricevuto una comunicazione dell’UPI, che è un’associazione di proprietari, che mi informa di aver attivato da tempo il collegamento telematico per poter consultare con l’agenzia del territorio i dati catastali.

Ci sono le associazioni dei consumatori, ma resta il fatto che nell’era della digitalizzazione dei dati telematici, Agenzia delle Entrate, Catasto non sono in grado di comunicare tra loro e chiedono di avere all’utente, anche impropriamente, perché il fatto che debba fornirli un inquilino per me è un fatto improprio, anche impropriamente la comunicazione di dati di cui dispongono.

Allora, sono molti, moltissimi, basta leggere le mettere sui giornali, ma basta fermarsi con le persone, anzi, non so se capita solo a me, ma io sono fermata dalle persone, cittadini ma anche professionisti che considerano tutto questo una imposizione inammissibile. Oltretutto, adesso che sta circolando la notizia, sta divagando purtroppo - e lo sottolineo - un’altra ansia, quella di aver buttato via il foglio.

Io non so quante persone mi hanno detto: “Oddio ho ricevuto la bolletta, c’era lì, l’avrò buttato via”. Quindi sta dilagando un’altra ansia, quella di non aver letto un foglio, con una scritta in piccolissima, allegata una bolletta dove ci vuole quasi una lente d’ingrandimento, voi capite che è una cosa quasi kafkiana questa, perché non credo che quelle sanzioni siano solo indicate sulla carta, perché vorrei andare a vedere che tipo di contenzioso può saltare fuori da questa storia. E come sempre accade, ci ritroviamo a correre ai ripari avendo messo in soffitta il buonsenso, perché il buonsenso è stato messo in soffitta da tanti, Consigliera Calari. Ad esempio è stato messo in soffitta, pensate che cosa può accadere all’ACER, cosa può accadere?

A me risulta che alcuni dipendenti dello sportello rapporti con i cittadini, sin da Giugno 2008, in vista delle richieste che erano avanzate dagli enti erogatori dei servizi, avevano proposto, avevano detto: “Ma visto che noi fatturiamo a fine mese, inseriamo nelle fatture che vengono inviate a ogni inquilino in tempo utile i dati catastali degli immobili, quelli che richiedono gli enti gestori ai fini di compilare i modelli evitando quindi quello che sta avvenendo adesso e cioè un via vai di cittadini che vanno con ansia a chiedere questi dati catastali”.

Ma non solo; in tempo non utile per la Commissione mi è arrivata - ho visto che ne hanno dato notizia anche un quotidiano della città - anche a me personalmente l’informazione che in applicazione di quello che è stato previsto dal DPCM del 14 Giugno 2007, che prevede che devono essere istituiti presso i locali del Comune uno sportello, uno minimo, autogestito di consultazione della banca dati catastale unitaria nazionale, e i Comuni dovranno autorizzare con delibera di Giunta un rappresentante a firmare il protocollo d’intesa.

L’ha fatto il Comune?

Mi risulta che altri Comuni l’hanno fatto.

Andiamo a vedere quanti altri Comuni l’hanno fatto. E rispetto in applicazione a quanto previsto, era pervenuta una circolazione a Febbraio 2008 dall’agenzia del territorio che aveva ricordato questa cosa a tutti i Sindaci.

Allora, non cerchiamo di andare a vedere le responsabilità di Governi che si succedono e perseverano in quella che può essere una impostazione sbagliata. La responsabilità è anche cercare di capire dai posti in cui i cittadini ci hanno mandato che cosa possiamo fare per rendere meno difficoltoso quello che è una adempimento, che poi alla fine è una finalità utile. Non contesto il metodo, credo che si debba fare tutto quello che c’è da fare per accelerare - come dite nel vostro ordine del giorno - nei confronti di progetti di programmi per la condivisione e la messa in rete di tutte le banche dati di diverse amministrazioni pubbliche. Ma quello che non mi farà partecipare al voto dell’ordine del giorno, e mi dispiace parlare di mio e vostro, e quindi l’invito che faccio è veramente a ritirarlo eventualmente, perché diamo un segnale negativo nei confronti della città che venga stravolto rispetto all’obiettivo nel ribaltare il tema anche su un altro tema, e cioè quello che riguarda il decentramento delle funzioni catastali che è altra questione. E’ un’altra questione, in cui ci si può essere d’accordo e si può non essere d’accordo, ma che non riguarda l’obiettivo che ci siamo posti e per cui abbiamo lungamente discusso in Commissione, che è quello di trovare una strada veloce e rapida affinché chiunque tutte, le parti sensibilizzino il Parlamento perché si possa non solo avere la proroga ma cercare di avere delle procedure di comunicazione senza scomodare i cittadini, quindi dirette, tra agenzia delle entrate e tra enti gestori; dall’altra parte quella però di trovare delle strade, vista la situazione, che possano dare un senso di tranquillità ai cittadini, soprattutto alle fasce deboli che questa questione la stanno vivendo veramente male.

 

 

 

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